Hosting economico: può anche essere di qualità

E’ facile provare a scegliere un hosting economico, ma non bisogna mai dimenticarsi che alla fine quello che conta è qualità. E’ infatti scontato trovare in giro per la rete “hosting gratuiti”….ma poi, nel caso di una necessità, di un bisogno, a chi ci si rivolge in questi casi? Sono tanti i fattori infatti da tenere d’occhio, quali ad esempio, oltre al prezzo, la qualità del servizio e dell’assistenza, la velocità di “recupero” in un momento di down, la garanzia che l’hosting sia affidabile e che non ci lasci in baliahosting economico degli eventi, o che impazzisca al primo problema che sorgerà, portando conseguenze negative ai siti che vengono ospitati  comportando inevitabilmente la perdita di utenti e dunque di fatturato (si pensi per esempio al caso degli e- commerce). I danni di un cattivo hosting infatti sono vari: dallo stress e l’impazienza di far ritornare il proprio sito online, in caso di down, fino a un qualunque problema che può sorgere e a cui non può bastare “apro un ticket, il mio collega lo vedrà tra una settimana”. Certe soluzioni infatti vanno ottenute in fretta se si vuole sopravvivere online e soprattutto non si può essere considerati “solo” numeri ma persone e come tali è importante anche che dalla parte dell’hosting ci sia un’assistenza adeguata e, senza voler esagerare troppo, anche gentile e disponibile verso il proprio cliente.

Come scegliere un hosting economico ma anche di qualità

Semplice: basta informarsi bene e rendersi conto che il prezzo non è l’unico indice da valutare. Soprattutto l’hosting gratuito non può essere una soluzione: quello che infatti deve essere presa in considerazione infatti è anche la possibilità di interagire con un’assistenza che sia in grado di offrire ai propri clienti un modo di risoluzione del problema da effettuarsi in tempi brevi. È importante quindi: hosting economico ma anche di qualità!

Formazione manageriale: essenziale per fare impresa

La formazione manageriale per gli imprenditori di oggi e quelli di domani oggigiorno svolge un ruolo fondamentale nel supporto e nell’aggiornamento di quelle skill senza cui non è possibile portare avanti efficacemente un’azienda o comunque gestirne le dinamiche, soprattutto in un periodo di crisi quale quello che stiamo vivendo che implica ostacoli e sfide sempre nuove da dover affrontare che possono essere superate soltanto grazie alla possibilità di attingere quanto più è possibile dal proprio bagaglio di competenze personali e dalle esperienze proprie o altrui.

Formazione manageriale: supporto ad ogni livello organizzativo

 

La formformazione managerialeazione manageriale, poi, è andata sempre più a svilupparsi e a rendersi utili a tutti i livelli di organizzazione aziendale: infatti, una ben strutturata è in grado di dare tutte quelle nozioni utili al progresso personale all’interno di una logica di sistema, e pertanto, di rendere maggiormente riconoscibile e gestibile il proprio ruolo all’interno di una visione più ampia e dunque diventando così necessaria a ogni livello il discente si collochi. La formazione manageriale quindi diventa sempre più rivolta non solo all’imprenditore o al manager ma a tutti coloro che abbiano bisogno di imparare come gestire al meglio il proprio lavoro all’interno di una struttura con particolare attenzione alla responsabilità personale, all’essere in grado di prendere le giuste iniziative, alla qualità del lavoro svolto in un’ottica di scambio continuo e proficuo. Gli interventi didattici di una formazione manageriale di alto livello coprono quindi una gran varietà di comportamenti organizzativi, con attività – che vanno dalle competenze di base agli strumenti “manageriali” veri e propri e alle skill strategiche-  che siano in grado di valorizzare e sviluppare quelle competenze che a livello personale vanno a migliorare l’intero ambiente lavorativo, lasciando la possibilità a tutti di crescere e dare il proprio contributo allo sviluppo aziendale con serenità e efficienza.

GONFIARE PALLONCINI: COME FARLO

Gonfiare palloncini: sembra facile ma non lo è. Nel senso che in certi casi può risultare anche stranamente difficoltoso. Vi è mai capitato di doverne gonfiare un bel po’ per una festa di bambini? A seconda dello spessore del lattice, della conformazione dei palloncini soffiare l’aria può essere una bella prova per i polmoni, anche se a prima vista non si direbbe. Sembra, infatti, semplice dire: “certo, li gonfio io” ma poi la capacità polmonare si può scontrare con alcuni sintomi tipici di quando manca l’aria o si è fatto troppo sforzo, come ad esempio, una certa sensazione di leggera nausea, che in genere comporta l’automatica sostituzione del soggetto che si stava appunto occupando del gonfiaggio, con un altro, il quale potrà -forse sì o forse no- incorrere nella stessa sorte.

GONFIARE PALLONCINI IN MODO SICURO

 

PGonfiare palloncinier evitare questa situazione forse un po’ imbarazzante, e particolarmente, per gonfiare palloncini più lunghi e in genere oggettivamente più difficili da gonfiare con il fiato, si consiglia l’utilizzo di una pompa a mano per non farsi trovare impreparati – così anche da sottrarsi all’eventuale brutta figura di dover dire di no e sembrare poco disponibile-  quando si organizza una festa con tante decorazioni e con tantissimi palloncini da gonfiare (in genere i palloncini da insufflare saranno sempre molti di più di quelli preventivati, come a voler evidenziare che la legge di Murphy anche in questo campo ha il suo bel riscontro nella vita pratica di ogni giorno). La pompa a mano non è costosa ed è pure comoda da portare con sé, perché è piccola e non dà fastidio in borsa per cui il consiglio migliore è – prima di aiutare nell’organizzazione di una festa che preveda l’utilizzo di tante festose decorazioni e di tantissimi palloncini allegri e colorati- quello di dotarsi di questo strumento e utilizzarla subito in modo da non stancarsi e finire l’opera che si ha incominciato.

 

APPARECCHI ACUSTICI, COSA SONO

Apparecchi acustici o protesi uditive sono dei dispositivi di comunicazione molto complessi. Nonostante vi siano diversi prodotti presenti nel mercato, da quelli che vanno dai più basilari a quelli più tecnologici, tutti hanno in comune diversi componenti, e in particolare questi cinque: microfono, microchip, amplificatore, altoparlante e batteria. Essi elaborano, ognuno, parte del meccanismo complesso di amplificare i suoni allo scopo di aiutare coloro che hanno subito una perdita uditiva, a seconda – chiaramente- della profondità di questa e cioè a seconda dei problemi uditivi che il singolo soggetto accusa. Nonostante la progettazione degli apparecchi acustici vari a seconda della tecnologia e del modello, l’intento è quello di far sentire la persona nuovamente a suo agio e ridargli la possibilità di una vita propriamente vissuta al pieno delle sue possibilità.

 APPARECCHI ACUSTICI. COME FUNZIONANO?

apparecchi acustici Biofonic

Il funzionamento degli apparecchi acustici è più o meno simile per tutti i tipi, anche se chiaramente varierà poi in base ai singoli modelli e alle singole esigenze uditive degli utenti. In particolare, ogni componente suindicato è parte dell’intero processo. Il microfono per esempio, capta i suoni presenti nell’ambiente che sono a loro volta processati e elaborati attraverso un chip a questo deputato; i suoni così trattati vengono inviati a uno strumento di ricezione che è l’amplificatore il quale, appunto, serve ad aumentarne il volume; a loro volta i suoni amplificati vengono trasmessi allo strumento di ricezione cioè l’altoparlante che si occupa di trasmetterli all’orecchio interno dove diventano impulsi elettrici; questi verranno poi raccolti e processati dal cervello. L’altoparlante infatti invia il suono in uscita attraverso un piccolo tubo e una chiocciola direttamente nel condotto uditivo del paziente oppure tramite un filo elettrico a un ricevitore posto nell’orecchio dell’utente.  La batteria, invece, serve a mantenere l’uso nel tempo degli apparecchi acustici e va prontamente sostituita una volta esaurita.

 

 

 

PALLONCINI MODELLABILI PER I MOMENTI MIGLIORI

I palloncini modellabili rappresentano per tutti dei momenti gioiosi: se scorriamo come un film la nostra vita ci renderemo conto che in un modo o nell’altro fanno parte dei ricordi più belli e spensierati e sono i primi a cui guardiamo per rendere l’atmosfera, un luogo, un locale più caratterizzanti di quel particolare evento e/o commemorazione che vogliamo andare a festeggiare. I palloncini modellabili servono come decorazioni, sono colorati e non possiamo che amarli per rendere i momenti più belli della nostra esistenza ancora più speciali ed emozionanti!

PALLONCINI MODELLABILI: DIMENSIONI E GONFIAGGIO

palloncini modellabiliI palloncini modellabili, in particolare, oltre a poter essere utilizzati come decorazioni più o meno strutturate , più o meno semplici, più o meno sorprendenti ma sempre divertenti, gioiose e speciali, possono essere utilizzati per creare sculture di palloncini che potranno lasciare tutti gli invitati ad un nostro ricevimento a bocca aperta. Ma quali palloncini modellabili sceglieremo? In genere dipende da che cosa vogliamo andare a creare; li troviamo in commercio in varie dimensione, normalmente espresse come unità di misura in pollici. I palloncini modellabili più comuni e conosciuti sono quelli “lunghi”  con dimensioni standard di 60 pollici di lunghezza e 2 di larghezza. Il problema che si può subito porre è quello di come gonfiarli: i palloncini modellabili sono difficili da soffiare a bocca, anche perché lo spessore e la conformazione del materiale che li compone cioè il lattice in questo caso non rende possibile gonfiarli con il fiato (anche le persone di maggiore capacità polmonare gonfiandoli a bocca non riusciranno a ricavarne niente, tranne se non un po’ di sensazione di mal di stomaco, quindi è sconsigliabile!) per cui bisognerà dotarsi di gonfiatore a pompetta utile per questo tipo di palloncini! Dall’altro canto, bisognerà anche fare attenzione a nono esagerare troppo in fase di gonfiaggio, se no qualche palloncino scoppierà.

 

PROFUMI E AROMI PER LA CASA: EQUIVALENZA

Finalmente è Primavera, e niente ce lo ricorda più delle fragranze nell’aria, che proviamo a portarvi fin dentro la vostra dimora con profumi e aromi per la casa.

PROFUMI E AROMI PER LA CASA: DOVE CERCARE A NAPOLI

profumi e aromi per la casa

Profumi e aromi per la casa: il volantino Equivalenza Napoli

Un’ottima idea e anche abbastanza economica per inondare di note di primavera e di profumi la vostra casa è sicuramente lo store napoletano del franchising di profumo equivalente Equivalenza. Sono due i punti vendita in centro città a cui potete rivolgervi: uno è a via Chiaia, a pochi passi da Piazza del Plebiscito; l’altro invece è proprio sul ponte di Via Cilea, al Vomero.

Oltre al vasto assortimento di profumi e fragranze da indossare, infatti, lo store ha un vasto assortimento di diffusori e simili. Come del resto si può apprezzare dal volantino, qui in versione digitale.

Mikado, ad esempio, i bastoncini profumati immersi nella fragranza scelta, sono un’ottima scelta per portare la primavera con i suoi fiori e i suoi frutti tra le mura domestiche e rappresentano anche una scelta d’arredo abbastanza elegante. Se invece siete per le atmosfere suggestive, le candele profumate e quelle aromatiche potrebbero essere la scelta che fa per voi. Il tutto a prezzi estremamente competitivi che caratterizzano il franchise di origine spagnola.

LE FRAGRANZE DI PRIMAVERA

Ma che profumi scegliere per la vostra casa in primavera? Gli esperti consigliano fragranze fresche e non troppo pesanti, con richiami floreali e fruttati. Rose, gelsomino, viola, lilla. Oppure pesca e agrumi. Meglio evitare le fragranze troppo intense o dure, quelle estremamente aggressive o legnose.

Lo stesso vale per i profumi per ambiente che richiamano quelli che si usano per il corpo ma sono nebulizzati e ideali per rinfrescare l’ambiente domestico. La scelta è vasta, l’importante è non privarsi, anche in città, dello straordinario spettacolo di sensi della primavera!

FORMAZIONE AZIENDALE IN SICILIA

Tra tutti i percorsi di formazione aziendale e alta formazione manageriale ci sentiamo di suggerire, fosse altro per le splendide location in cui si svolgono i corsi, quelli di Casa Imbastita Campus.

LE LOCATION DELLA FORMAZIONE AZIENDALE DI CASA IMBASTITA CAMPUS

Formazione Aziendale, Mauro Baricca di Casa Imbastita Campus

Formazione Aziendale, Mauro Baricca di Casa Imbastita Campus

Oltre alla straordinaria professionalità che contraddistingue i “docenti” dei seminari di Casa Imbastita Campus, un percorso diviso in moduli molto importante e che può vantare un ottimo feedback da parte degli utenti che hanno deciso di avvalersi del percorso formativo dell’agenzia di consulenza, Casa Imbastita Campus può vantare una scelta certosina dei luoghi di apprendimento.

Quattro le sedi stabili del Campus: a Cornuda, in Veneto, le lezioni si svolgono alla Tipoteca di via Canapificio, dotata di uno spettacolare auditorium. Poi c’è Fonte de’ Medici, in Toscana (nel fiorentino). E ancora, Oria, o meglio Ceglie Messapica, in Puglia. Nel brindisino infatti l’agenzia ha una sede distaccata che solitamente tiene i suoi seminari nella splendida cornice della Med Cooking School di Ceglie, un ex convento che ora ospita una scuola di cucina, l’unica riconosciuta al sud dall’Alma di Gualtiero Marchesi – praticamente un’istituzione. Ma è a Scicli, in Sicilia, che la formazione aziendale diventa vero e proprio incanto: Casa Imbastita Relax Business.

Immersa nella splendida Val di Noto, Casa Imbastita Relax Business in realtà è una vera e propria casa vacanze, praticamente una struttura ricettiva pensata per il turismo (tanto è vero che ci si può pure alloggiare… e che piscina!).

Ma la verità è che questa struttura a metà tra una casa vacanze e una meeting hall è davvero all’avanguardia, pensata appunto per gli incontri di business. Il tutto con sale e strumenti all’avanguardia e un design e una raffinatezza ricercate e fantastiche. Se dovete pensare alla vostra conferenza e ci tenete a fare bella figura, prendete in seria considerazione l’opportunità di Casa Imbastita Relax Business.

 

CORSI FORMAZIONE, VASTA SCELTA

Una via per l’inserimento lavorativo a Napoli esiste, ed è scegliere uno dei corsi formazione professionale riconosciuti dalla Regione Campania. Non tanto per l’attestato in sé per sé, ma perché alcune competenze sembrano essere davvero richieste nel mondo del lavoro.

Parliamo soprattutto di manualità e artigianato.

CORSI FORMAZIONE, ECCO I PIù SEGUITI

corsi formazione Pizzaiolo

Le telecamere della Rai durante una lezione ad ACIIEF dei corsi formazione per Pizzaiolo.

Il primato spetta, indiscutibilmente, ai corsi per pizzaioli. Alcune scuole di formazione professionale campane snocciolano numeri impressionanti – vista anche la dilagante disoccupazione, soprattutto giovanile – vantano cifre da capogiro: il 97 % degli allievi occupati dopo il conseguimento della qualifica, oltre il 90 percento già nei primi tre mesi! Una competenza che i giovani, napoletani e campani, spendono bene anche all’estero: Inghilterra (con una certa predilizione per Londra), Asia, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti. Storie belle fatte di arte e passione che attirano sempre una certa attenzione, anche mediatica.

Ma non sono gli unici corsi richiestissimi: possiamo portare l’esempio dei saldatori, ad esempio. Gli idraulici forestali, una qualifica talmente precisa e unica che attira la curiosità di tanti. Il semprevivo corso di Estetista, massaggiatore estetico, esperti di LDM (linfodrenaggio Manuale, il famoso e blasonato metodo Vodder), acconciatore e truccatore.

Ma, tornando all’arte bianca, una particolare attenzione va riservata ai corsi per Pasticciere. Fare dolci, e lo dicono un sacco di articoli di giornale tra cui citiamo quelli del Sole 24 Ore, parlano di una richiesta, soprattutto all’estero, altissima per i nostri giovani pasticcieri: Canada, Dubai e Abu Dhabi in primis. La pasticceria italiana, e anche quella campana e meridionale, sembrano avere un ottimo riscontro fuori dai confini italiani, come il made in Italy della moda in pratica. Solo che qui non parliamo di vestiti ma di abili mani che ora si formano nelle scuole di formazione e negli istituti e possono spendere un bagaglio di cultura e competenze, oltre che un buon allenamento e una sorta di tesoro naturale, nel mondo del lavoro.

PALLONCINO, STORIE SOSPESE IN ARIA

A Carnevale ogni palloncino vale!

Quella della vendita dei palloncini, anche online sugli e-shop ed e-commerce, è un mercato vivo e fervido. Non certo perché ci siano più feste. La balloon art e la manipolazione palloncini sono a tutti gli effetti un’arte. Ce n’è di tutti i gusti, per ogni evento, per ogni occasione speciale. Particolarmente apprezzati dagli appassionati quelli che contengono messaggi che, tra mito e realtà, animano ancora oggi milioni di storie riportate anche su importanti quotidiani.

PALLONCINO

Storie di un palloncino che vola con una storia all’interno

Palloncino tra i palloncini

Le cronache sono piene di storie simpatiche, malinconiche e speranzose, che hanno per protagonisti palloncini che volano. Da Bordon, nell’Hampshire, i giovani Beth e Oscar lasciano volare nell’aria il loro messaggio, insieme a tanti altri compagni di classe, per il papà Simon scomparso prematuramente di cancro. Dopo una traversata oceanica, il palloncino dei tuoi bambini arriva a Salerno, nelle campagne di Borgo Montone, a Ravenna, dove lo raccoglie il signor Christian. Ne é nata una bella amicizia, a distanza di 17mila chilometri.

Non è l’unica storia del genere… la piccola Alessia, ad esempio, ha lasciato volare in aria la sua letterina per Babbo Natale a Bosisio Parini. Babbo Natale si è trasformato in un agricoltore di Zibello, in provincia di Parma. Dalla Brianza all’Emilia, il palloncino si è posato nel campo dell’agricoltore che ha deciso di trasformarsi in Babbo Natale e regalare un attimo di magia ad Alessia, rispondendo alla sua lettera.

Il signor Hedy, nel cantone di Berna, ha usato un palloncino per festeggiare i suoi 100 anni. In realtà i palloncini erano due, uno di questi però è arrivato in una risaia di Lumellogno. Raccolto dall’ex presidente del quartiere, il signor Carlo Migliavacca, è stata occasione per un biglietto di auguri collettivo dell’intera comunità al secolare signor Hedy, arrivato a un traguardo così importante della sua lunga vita.

SCUOLA FORMAZIONE NAPOLI

Più di una scuola formazione Napoli sono adesso autorizzate dalla Regione Campania per lo svolgimento dei corsi Garanzia Giovani. Il piano europeo destinato a ridurre la quota dei NEET nell’Unione, nella sua traduzione italiana, inizia così ad allargarsi anche al mondo della formazione professionale.

SCUOLA FORMAZIONE NAPOLI E I CORSI IN PARTENZA

scuola formazione Napoli pizzaioliLa scuola di formazione ACIIEF, scuola formazione Napoli, ha recentemente reso noto che sarà possibile formarsi presso le loro strutture di Napoli e Sant’Anastasia per tre tipologie di corso di formazione professionale molto richieste:

  • Massaggiatore Estetico: nozioni di massaggio estetico e in ambito sportivo, anatomia e studio della nobile arte del massaggio, un’esperienza di arricchimento interiore e esteriore
  • Pizzaiolo: imparare a preparare la portata simbolo della dieta mediterranea, conosciuta in tutto il mondo…
  • Acconciatore: taglio dei capelli, moda ma anche la gestione dell’attività commerciale in cui si opera il proprio lavoro.

I corsi in questione della durata di 200 ore permetteranno agli iscritti di conseguire un certificato di competenze e apriranno le porte alla formazione effettiva e completa per chi si dimostra interessato e in grado.

C’è sempre molta attenzione intorno a Garanzia Giovani che è un programma sempre sotto l’occhio del ciclone, perché la sua attuazione non è stata mai di facile applicazione. Con questa apertura si va verso una direzione più consapevole grazie all’apertura verso la formazione professionale, che da tempo dimostra di saper rispondere in maniera importante alle richieste del mercato del lavoro, creando per i suoi allievi importanti sbocchi occupazionali un po’ fuori dalla normale didattica e dagli iter istituzionali e universitari ma non per questo meno importante. I numeri e le percentuali parlano chiaro, per alcuni corsi, come proprio pizzaiolo, l’occupazione prodotta è importante e gli ex allievi che vengono assorbiti nel mondo del lavoro o fanno autoimpresa si attesta intorno al 90 percento e oltre.